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  • Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato

    Diretto da Peter Jackson

    Data di uscita: 13-12-2012

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La debole magia del nuovo Tolkien

Prima del “Signore degli Anelli“, c’era una volta, nel 1937, “Lo Hobbit“, in cui J.R.R. Tolkien per la prima volta tessé le trame di quella della Terra di Mezzo che diventò, una ventina più o meno di anni dopo, teatro della sua più famosa trilogia.

Peter Jackson
, dopo aver trasformato tutto questo in uno dei prodotti cinematografici più spettacolari degli anni Duemila, nel nuovo millennio decide di tornare al suo grande amore e di mettere in scena anche il buon vecchio “Hobbit”. Diciamo quindi addio agli occhi cristallini di Elijah Wood-Frodo, che compare all’inizio del film per un breve cameo, e diamo il benvenuto al nuovo protagonista, quel Bilbo Baggins che ora è interpretato da Martin Freeman. E poi orchi, troll, draghi e tutto quello a cui la saga ci ha già abituati. Ma con una importante differenza: un 3D ad alta definizione tutto girato in 48fps (frames per second).

OneLouder

Partiamo subito dai 48fps. Perché è questo l’aspetto che, insieme a tanti altri, decreta il fallimento (e la conseguente, cocentissima, delusione) di questo film. Vero è che le immagini scorrono più fluide, ma — complice anche l’altissima definizione — si ha come un effetto fiction tv che si fatica a levarsi dagli occhi. Tanto che le scene più memorabili sono i campi lunghi, se non lunghissimi. Quasi si negasse fantasia alla fantasia. E in un film del genere non è certo il massimo. Seguono tutti gli altri difetti: i nani, qui grandi protagonisti, sono semplicemente ridicoli, alcune scene di azione fin troppo calcate… Finché ci si chiede: ma davvero ora ci aspettano altri due episodi così?

Pro

Contro

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