Home > Recensioni > Lock & Stock – Pazzi Scatenati

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La fortuna dei principianti

Primo lungometraggio dell’esordiente Guy Ritchie, “Lock & Stock” è un film che rivela, ancora in potenza, le grandi doti e capacità di un autore acerbo, ma sicuro e convincente, che si cimenta in un genere, il crime, il gangster movie, usato e abusato da molti registi, spesso con risultati non proprio esilaranti.

Il confronto è evidente e inevitabile, guardando la pellicola non può che venirci in mente un nome: Quentin Tarantino.
E gli ingredienti del cinema di Tarantino in quest’opera sembrano esserci tutti, in un geniale mix di vicende improbabili, personaggi singolari, dialoghi eccentrici e irresistibili.
Il regista potrebbe venire bollato e incasellato, con questo suo primo lavoro, tra i tanti emuli di Tarantino, e uscire dallo scontro irrimediabilmente sconfitto.
Ritchie però è consapevole del rischio, ma gioca le sue carte con estrema abilità e forse anche con un pizzico di incoscienza.

Il film non ha la pretesa di essere originale, di superare il suo modello e la sua ispirazione, ma vuole divertire, coinvolgere e colpire lo spettatore, e in questo sembra non fallire.
La trama è intricata e complessa, ma la confusione che può scaturire dalle prime scene viene completamente dissolta grazie a una sceneggiatura precisa e particolarmente studiata.
La storia è una miscela esplosiva di violenza e humour, in un rocambolesco susseguirsi di equivoci e colpi di scena, di personaggi stralunati e di immagini deliranti.
Il cast, per quanto sconosciuto o quasi al pubblico italiano, annovera una serie di attori e caratteristi molto bravi e apprezzati, oltre al cameo dell’irresistibile Sting.

“Lock & Stock”, al di là di qualsiasi confronto, è un film riuscito e ingegnoso, che mantiene inalterato lo spirito sperimentale e innovativo, ma anche leggero e sfrontato dell’esordiente Ritchie.
Il regista, come i quattro amici del film, con astuzia e una buona dose di fortuna, ha saputo districarsi tra trappole letali e scontri impossibili, uscendone indenne e vittorioso.

OneLouder

Prendete le sparatorie sanguinarie di “Pulp Fiction”, amalgamatele bene con le scene schizofreniche e la regia nervosa e ritmata di “Trainspotting”, condite il tutto con le contorte imprese dei truffatori di “La Stangata” e avrete trovato la giusta dimensione di “Lock & Stock”, un film che scorre senza intoppi dal primo all’ultimo fotogramma, lasciandovi la chiara impressione di non aver sprecato il vostro tempo, di esservi divertiti e svagati per un’ora e mezza con un prodotto di indubbia qualità.
Certo si potrebbero trovare, a ben vedere, molti difetti nella pellicola dell’esordiente Ritchie.
Ad esempio la caratterizzazione estrema dei personaggi, che rischia continuamente di scivolare nella parodia, nella ridicola macchietta, o l’utilizzo smodato di espedienti tecnici volti a colpire lo spettatore (split screen, immagini rallentate, inquadrature estreme) che può a lungo andare risultare lezioso.
Insomma un film sempre sul filo del rasoio: basta un passo falso per cadere nella banalità; ma Ritchie, come un bravo funambolo, se la cava egregiamente, almeno per ora..

Pro

Contro

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