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  • Louise Michel

    Diretto da Benoît Delépine, Gustave de Kervern

    Data di uscita: 03-04-2009

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Trans-Europa incazzata

Mentre il conta-disoccupati gira inesorabilmente e il termometro della rabbia sociale rischia di esplodere, qualcuno reagisce con il classico detto “Meglio ridere…”, stemperando la situazione. Ma c’è anche chi invece dirige, come Benoit Deléphine e Gustave Kervern con il loro “Louise Michel”, la sacrosanta incazzatura popolare verso una comicità più nera in cui ridere, certo, ma non per questo dimenticare le disgrazie. Anzi.

Siamo in Picardia. Quando una fabbrica tessile chiude, le ex dipendenti, sfruttate fino all’ultimo, decidono di usare il poco denaro dell’indennità per assoldare un killer professionista e uccidere il capo dell’azienda. La proposta proviene da Louise, transessuale analfabeta ed ex galeotta, che parte con il dolce assassino mestierante alla volta di un viaggio che li conduce fino a Bruxelles, nel centro dell’Europa politica ed economica.
Niente paura, però, si tratta di una vera e propria black comedy che, come già ha avuto modo di segnalare il Sundance Film Festival, ha come tratto distintivo un’irresistibile originalità. Siamo di fronte a una sorta di “Trans-Europa”, in cui la concretezza della povertà – i piccioni catturati da Louise sul balcone come cibo, il suo palazzo che viene demolito, il suo corpo enorme e goffo – si contrappone alla crudele volatilità del denaro. Tutto è visto attraverso la lente dell’assurdo, dalla naturalezza con cui le disoccupate approdano allo status di mandanti di un omicidio, fino al rapporto di Louise e Michel con la propria bizzarra sessualità.

È un mondo, quello rappresentato qui, in cui ognuno è costretto a re-inventarsi per sopravvivere, indossando maschere e identità che – ci viene suggerito – non risparmieranno neanche le generazioni future. Un film che non passa inosservato. Si ride molto. Si riscopre con amarezza che tutti noi abbiamo un padrone. Ci si incazza. E anche ridendo, fortunatamente, si rimane incazzati.

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Contro

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