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Una favola moderna

Dopo “Stefano Quantestorie” Maurizio Nichetti continua la sua indagine sulle molteplici sfaccettature dell’esistenza umana e sulle sue possibili manipolazioni.
Il regista dedica il film, “Luna E L’Altra”, alla figura di una donna che perde la propria ombra, o meglio ne viene abbandonata, e immagina questa separazione come uno sdoppiamento della personalità della protagonista.

Luna è una maestra elementare integerrima, severa e repressa, che vive sempre seguendo le regole ed è perfetta in ogni dettaglio, l’altra (l’ombra) è un’artista estrosa, ironica, coraggiosa e spregiudicata, che sfida tutte le convenzioni della buona società.
Apparentemente sembrano due donne completamente diverse, in realtà si tratta di due dimensioni, due lati distinti e dimezzati dello stesso carattere.
Solo dal loro scontro/incontro, Luna e la sua ombra riusciranno a trovare quell’equilibrio e quella completezza che andrà a ricomporre la personalità della protagonista e a ricongiungere definitivamente le due entità.

Nichetti si diverte ad affrontare con la leggerezza e l’ironia a lui congeniali, un tema pregno di significati e di interpretazioni, e sceglie come sfondo della storia una Milano anni ’50 vivace e confusa, divisa tra convenzioni sociali ancora repressive e reazionarie e nuove ventate di freschezza, di diversità, di modernità, una Milano in cui tutti vivono una doppia vita, e nessuno è mai quel che sembra.
Un film brioso e coinvolgente, con un ottimo cast e una cura maniacale per gli effetti speciali, in cui è l’elemento fantastico/favolistico a farla da padrone, costantemente alimentato dalle soffuse e evanescenti atmosfere felliniane.

OneLouder

“Luna E L’Altra” è un film sospeso tra realtà e fantasia, come un sogno nel dormiveglia, al contempo lucido e irreale, serio e frivolo, coinvolgente ed elusivo.
E, come nel più bello dei sogni, la sensazione che ti resta quando ti svegli è quella di aver vissuto un’esperienza comunque indimenticabile, anche se dai contorni sfumati e ambigui.

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Contro

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