Home > Recensioni > Lupin III – Le Tattiche Degli Angeli

Il diciassette quasi mai è un buon numero

Gli special televisivi su Lupin III, il celebre eroe creato dall’atipica penna di Monkey Punch, ormai non si contano più. Si sappia soltanto che questo “Le Tattiche Degli Angeli” è ben il diciassettesimo della serie. Un numero non facilissimo da portarsi addosso, per varie ragioni, ma soprattutto perché, dopo così tanti lungometraggi, traghettare le avventure del ladro gentiluomo e strappacuori verso nuovi lidi e atmosfere appare sempre più difficile. E non tutti, ovviamente, si chiamano Hayao Miyazaki.

Il primo approccio con “Le Tattiche Degli Angeli”, per chi ama il disegno animato vecchio stile – e chi ha seguito la serie originale fa parte molto probabilmente di questo gruppo –, può essere addirittura destabilizzante. A farla da padrone è infatti la peggiore colorazione digitale che ci si potrebbe mai aspettare: campiture piatte, colori e contorni decisamente innaturali. Il tutto accompagnato da disegni e animazioni troppo spesso approssimativi.
Il secondo approccio è con la trama. E qui vediamo Lupin alle prese con l’Area 51, in cui, secondo leggende più o meno confermate, qualche decennio fa precipitò un ufo e, dato che si parla di ladri e furfanti, anche un tesoro: una sfera costruita col materiale dell’astronave che Fujiko ora vorrebbe per sé. A contrastare Lupin III, una gang al femminile che si fa chiamare Bloody Angels.

E gli angeli del titolo non sono altri che loro. Peccato che di angelico non abbiano praticamente nulla. Anzi, qui arriva un’altra grossa pecca del film. Se è vero che la sessualità è parte integrante del fumetto e della serie di Lupin III, è anche vero che c’è modo e modo per presentarlo. In questo caso, oltre a morbosi primi piani su sensi e curve femminili non c’è molto.
Per riassumere: se, nel vostro percorso nel mondo dell’animazione, vi siete per caso imbattuti in Miyazaki e nel suo “Castello Di Cagliostro”, questo non è proprio il film che fa per voi. Per gli altri all’ascolto… esistono sicuramente, e fortunatamente, special televisivi migliori di questo.

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