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L’amore è un’illusione

René è follemente innamorato di Song, primadonna dell’Opera di Pechino, incarnazione dell’orientale pudica e sottomessa. La perfezione fatta donna, per René.
Purtroppo Song ha molti scheletri nell’armadio, che tiene celati al suo amante in parte (minima) grazie al suo talento di attrice e in (gran) parte grazie alla convinzione dell’uomo – convinzione per difendere la quale è disposto a tutto – di aver trovato l’amore della sua vita.

Totalmente in balia degli intrighi di Song, non rendendosi conto di essere al centro dell’ennesima recita, René precipita in un vortice di inganni, rovinandosi pian piano la vita. La verità sulla ragazza è immediatamente chiara agli spettatori e Cronenberg non fa nulla per celarla – tanto che viene la tentazione di bussare sullo schermo e dire a Jeremy Irons di svegliarsi un po’ – ma il pover’uomo, come la Butterfly della tragedia, continua stoicamente ad ignorarla ben oltre la soglia del credibile, bevendosene di ogni tipo. Astronomica balla sulla paternità del figlio di Song inclusa.

La storia, va da sé, non può stare in piedi se non nella appassionata mente di René. Ed è proprio in questo il fascino del film, una sorta di dramma classico – un controcanto all’opera di Puccini – che parla di ossessione, menzogna e di un autoinganno che diventa più solido della realtà stessa.

Tanto che la disperazione di René, nel momento in cui viene riportato con i piedi per terra dalla stessa, esasperata Song, non è tanto nello scoprire di essere stato ingannato, quanto nella consapevolezza che in seguito alle sue rivelazioni l’immagine che aveva di lei è andata distrutta per sempre. Ed è questo il vero tradimento che non potrà mai perdonare alla sua amata.

OneLouder

La lezioncina iniziale di Song a René sul perché agli occidentali imperialisti piacerebbe “Madama Butterfly”, suona subito parecchio stucchevole. Poi però si capisce che la teoria non solo è arrogante, ma anche falsa: la musica dell’opera è certamente stupenda, ma è la storia del sogno d’amore infranto che commuove. E commuoverebbe anche se la ragazzina giapponese abbandonata fosse sostituita da uno sventurato funzionario francese accecato dalla passione…

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Contro

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