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Il gioco del B movie

Machete (Danny Trejo) è un poliziotto messicano, venduto dai suoi stessi superiori a uno dei signori del crimine, Torrez, che controlla ogni organo di giustizia in Messico, tranne appunto Machete. Creduto morto per anni viene ritrovato in America e ingaggiato da Michael Benz (Jeff Fahey) per attentare alla vita del senatore del Texas (De Niro). Il lavoro si rivela una trappola e il protagonista dovrà provare la sua innocenza con l’aiuto di improbabili alleate.

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Il progetto “Machete” era partito come un gioco per Rodriguez, il primo trailer era infatti apparso integrato nel film Grindhouse/Planet Terror, che il regista texano aveva realizzato con l’amico Quentin Tarantino nel 2007, con l’intento di parodiare i film d’azione degli anni 70. Anche nella versione “allungata” c’è questo senso di gioco: i mutilamenti che tanto piacciono al regista texano sono qua esaltati e toccano il surreale; i protagonisti maschili sono tutti eroi dei film d’azione degli anni 70/80, conosciuti per le famose scazzotate da B movie; le donne del film sono trattate come cartoni animati, innanzitutto ogni ragazza corrisponde a uno stereotipo ben preciso – la convertita, la poliziotta figa, la pirata – in più i loro corpi sono flessibili e gommosi: le uniche cicatrici che rimangono sono quelle nell’animo, la violenza e i traumi possono trasformare brave ragazze in pazze furiose e anche il contrario.
La presenza di Tarantino come presidente di giuria ha certamente aiutato il film di Rodriguez che in una normale edizione della mostra sicuramente avrebbe stonato, anche se fuori concorso. La pellicola è comunque piaciuta, già prima della proiezione di presentazione le impressioni della critica erano ottime, e anche i fans che sono stati in coda davanti alla sala Grande erano eccitati.

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