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Mai più cinepanettone

C’è la psicotica tranquillanti-dipendente (Angela, Ambra Angiolini). C’è il padre divorziato con figlio a seguito (Nino, Ricky Memphis). C’è il giocatore di poker fallito (Antonio, Vincenzo Salemme). C’è l’orfano disadattato cresciuto in uno zoo (Michele, Giovanni Vernia). E c’è la bella e stupida ragazza dalla gonna corta (Carmen, Anna Foglietta). Cinque personaggi sull’orlo del precipizio che un bel giorno scoprono di essere figli di uno stesso padre e che su di loro pende una succulentissima eredità di più di quasi dieci milioni di euro. Ma per ottenerla i cinque dovranno, insieme, recarsi negli Stati Uniti e spargere le ceneri dell’uomo in una splendida località dell’Arizona. Tutto sembra facile, se non che, dopo una turbolenza aerea che costringe il volo a un atterraggio prematuro, le fobie di Angela costringeranno anche gli altri a un viaggio in automobile attraverso i paesaggi americani – dai parchi naturali alle luci sfavillanti di Las Vegas.

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Post-panettone con obbligata ambientazione esotica, questo “Mai Stati Uniti” è la solita accozzaglia di luoghi comuni e situazioni viste e riviste. Un cast all’apparenza riuscito quasi salva la pellicola, se non che la presenza di Giovanni Vernia, semplicemente irritante nei suoi modi e in una terribile imitazione di Robert De Niro che dovrebbe essere il suo cavallo di battaglia, rende il film non privo di difetti anche su quel versante. Insomma, ridere si ride davvero poco, emozionarsi non se ne parla. Cosa rimane nella calza come dono da gustare per l’Epifania? Grande domanda, senza risposta.

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