Home > Recensioni > Majority

Vite intrappolate

L’educazione tirannica ricevuta dal padre ha tolto a Mertkan, un ventenne di Istanbul, l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità, rendendolo un fantoccio insensibile e incapace di stringere relazioni affettive concrete. Di lui si innamora Gül, una ragazza curda indipendente e affettuosa, in lotta con la famiglia d’origine per difendere il proprio diritto alla liberta di studiare e di vivere senza costrizioni.
Presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori, “Cogunluk” (“Majority”) ha vinto il Premio Luigi De Laurentiis come miglior opera prima.

OneLouder

Seren Yüce mette in scena l’amarezza di un fallimento esistenziale reso ancor più insopportabile perché inflitto ad una vita, quella di Mertkan, appena affacciatasi alle soglie dell’età adulta.
L’argomento è trattato senza incertezze, l’aderenza tra forma e contenuto pressoché perfetta. Tutto credibile, vero, necessario, espresso attraverso una regia di pieno rigore. In “Cogunluk” la famiglia è una trappola, il futuro una condanna, l’amore – non solo quello tra i ragazzi ma anche tra genitori e figli – un’ipotesi inapplicabile.

Pro

Contro

Scroll To Top