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Il Mar Nero visto da lontano

Il tema è quello dell’integrazione: in un’Europa che cambia sempre più velocemente, ognuno di noi si trova a confrontarsi con culture e vissuti molto diversi, anche quando questi arrivano dai vicini paesi dell’est. Non a caso il film è ambientato all’inizio del 2007, data in cui entrano nella Comunità Europea altri due paesi, Bulgaria e Romania.

E rumena è Angela, professione badante. Interpretata dalla brava Dorotheea Petre (per la prima volta in un film italiano pur non parlando la nostra lingua), Angela ha deciso di lavorare in Italia per guadagnare il denaro necessario per tornare da suo marito Adrian (Vlad Ivanov) e avere un figlio.
Inizia così la sua convivenza con Gemma (Ilaria Occhini), anziana non autosufficiente, che proietta su Angela il suo rancore verso il figlio, da cui si sente abbandonata.
Questo fino a quando la forza e la voglia di lottare di Angela non le fanno rivivere la sua giovinezza negli anni ’50, in un’Italia (paese di migranti per eccellenza) molto simile alla Romania di oggi.
E da questa identificazione nasce prima il rispetto, quindi una profonda amicizia.

Ma diversamente da un film come “Il Matrimonio Di Lorna”, di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Palma d’Oro per la Miglior Sceneggiatura a Cannes 2008), in “Mar Nero” il dramma è completamente riassorbito all’interno della dimensione domestica, familiare, personale: in questo film a due voci, alle scene ambientate nell’appartamento di Gemma, predominanti su tutto il film, fanno da intermezzo brevi scorci sulle pacifiche sponde della foce del Danubio, dove vive Adrian.

Questa scelta precisa del regista Federico Bondi, che ha voluto portare sullo schermo l’anima e l’autenticità di persone legate alla sua biografia, se da un lato trova la sua forza nell’ottima prova delle due attrici (che è valsa alla Occhini il Pardo d’Oro come Miglior Attrice al 61° Festival del Film di Locarno), rappresenta anche il limite di questo film, che risulta incapace di sollevarsi al di sopra della sfera privata e raccontarci il “diverso”.

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