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Un amico vale più di mille cammelli

Quattro giovani adulti che vivono la loro vita in cerca di certezze, nel vano tentativo di costruirsi una loro personale dimensione, e i cui progetti vengono stravolti dall’incurante ritorno di un nostalgico passato carico di ricordi, rancori e spensieratezza.
Questo in breve il soggetto di “Marrakech Express”, film sull’amicizia ma non solo, dalla raffinata sceneggiatura di Carlo Mazzacurati, Umberto Cantarello e Enzo Monteleone.

La storia comincia nella caotica Milano degli anni ’80, e in questo scenario Salvatores ci presenta i quattro protagonisti,dipingendo con rapide pennellate le loro peculiarità caratteriali.
La visita inaspettata di una ragazza misteriosa e il desiderio di aiutare un amico in pericolo sono i motivi scatenanti che li spingono a intraprendere un lungo viaggio alla volta di Marrakech.

E il viaggio diventa progressivamente percorso di maturazione, espiazione, disincanto, e inevitabile cambiamento.
Marco, l’eterno sognatore, rinuncia alla sua amata coperta di Linus, intessuta di ricordi di un passato in bianco e nero che non può più tornare.
Ponchia, il cinico affarista, getta la maschera di un individualismo che non gli è mai appartenuto, e riscopre il senso di cameratismo e il valore dell’amicizia; Paolino e Cedro, tra scontri e riconciliazioni, superano finalmente i loro rancori.
Il processo di maturazione dei personaggi riflette anche il percorso evolutivo del regista Salvatores, che ha ormai raggiunto una sua definita identità autoriale.

Buona l’intesa dei quattro attori protagonisti, la cui recitazione, un po’ macchinosa all’inizio, diventa via via più naturale e coinvolgente: straordinaria in particolare l’interpretazione di Diego Abatantuono.
Ottima infine la scelta dei brani musicali, evocativi e malinconici.

L’unica pecca del film è forse l’immagine classica, un po’ buonista e stereotipata, dell’italiano all’estero, caciarone, immaturo e troppo attaccato alle sue tradizioni (piatto di spaghetti in primis), insomma della serie: ci facciamo sempre riconoscere!
Ma questo difetto si rivela infine il vero pregio, il segreto del successo di “Marrakech Express”, se si pensa alla memorabile scena della partita Italia-Marocco, e al divertente sketch dello scatto ciclistico con tanto di cronaca sportiva alla giro d’Italia: parodie queste delle passioni più tipicamente italiane.

Road Movie intenso e nostalgico, “Marrakech Express” è un film epocale, emblema di un’intera generazione nella quale è sempre facile riconoscersi.

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