Home > Recensioni > Martyrs

Martyrs

Correlati

Storie di persone che si fanno male, molto male

Uscito nelle sale francesi a settembre 2008, “Martyrs” non ha tardato a fare scalpore e a suscitare orrore e disgusto. Tanto per cominciare è stato subito vietato ai minori di 16 anni, divieto equiparabile al nostro V.M.18.

Il regista, Pascal Laugier, già era noto agli amanti del genere thriller per “Saint-Ange”, del 2004, il quale non aveva però raggiunto tali livelli di clamore e turbamento.

“Martyrs” rientra in quello che viene definito genere “Torture Porn”, non tanto per le scene hot, quanto per la volontà di mostrare ogni atto di tortura senza stacchi e censure, proprio come un film porno fa nei confronti del sesso.

Il film racconta la storia di Lucie, una ragazzina di 16 anni che è scomparsa da circa un anno e che viene improvvisamente ritrovata mentre cammina seminuda lungo una strada, in stato catatonico, confusa e delirante.
La polizia scopre il luogo dove la giovane è stata rinchiusa, un vecchio mattatoio abbandonato. Lucie non porta alcun segno di abuso sessuale o di violenza. Quindici anni dopo, Lucie si trova in una casa in mezzo alla foresta, ha un fucile in mano ed è convinta di aver ritrovato i suoi aguzzini.

Film inquietante, crudo e fondato sulla volontà di vendetta della protagonista: una pellicola che, per volontà dello stesso regista, “mira a suscitare una sensazione fisica, organica, del dolore inflitto”. Astenersi deboli di stomaco.

Scroll To Top