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Romanzo di formazione

Matei ha undici anni e vive con il nonno da quando la madre ha lasciato la Romania per andare a lavorare in Italia portando con sé anche il figlio più piccolo, Pavel. L’ambiente scolastico lo respinge, la solitudine lo fa soffrire, il nonno non lo capisce: Matei decide che è arrivato il momento di scappare.

Appassionante romanzo di formazione che segna l’esordio nel lungometraggio della rumena Alexandra Gulea, vincitore della 49esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

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Di fronte al piccolo Matei, in guerra contro tutti, il pensiero va subito a “I quattrocento colpi” di Truffaut, che la regista indica come modello insieme a “Germania anno zero” di Rossellini. Eppure il film non sa mai di già visto.
Lo sguardo sul mondo del giovanissimo protagonista è restituito da quadri ricchi, pieni di azione e di colori, con almeno due sequenze difficili da dimenticare [spoiler!] e un finale che dipinge con semplicità la voglia di futuro e il coraggio dell’infanzia.

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