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  • Me And You And Everyone We Know

    Diretto da Miranda July

    Data di uscita: 07-12-2005

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Ti amo, ti cerco… che poesia!

Christine si innamora del commesso di un negozio di scarpe. Parte l’inseguimento, uno dei tanti inseguimenti amorosi.
La trama di “You And Me And Everyone We Know”, il film d’esordio dell’artista-regista-attrice Miranda July, è questa. Ma i giudizi di surreale e autoironica storia che, sorretti dal favore della critica, le hanno dato il Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival e il premio Caméra d’Oro a Cannes non sono di certo frutto di un banale corteggiamento.

Vogliamo dilungare la sinossi? Bene, aggiungiamo allora che l’uomo – neo separato – ha due figli che trascorrono la giornata dinanzi ad un pc e che uno dei due, il minore, quello di 7 anni, finisce per incontrare una non più giovanissima gallerista (ecco l’immagine della donna manager di successo che finisce a cercare l’amore in una chat) su di una panchina di un parco. Ci sarà un bacio tra una donna e un bambino e non si griderà allo scandalo. Forza e poesia saranno la giustificazione di un simile gesto.

Ma torniamo a noi: volevamo una trama più ricca? Allora diremo che la gallerista appena citata è la stessa a cui Christine (interpretata dalla stessa July) porterà un suo lavoro. E il suo lavoro – parliamo di videoarte – sarà la morale del film. Il linguaggio rimarrà lo stesso e due piedi che s’incontrano saranno l’amore, forse l’unico vero amore.

Insomma, un’artista che porta sul maxischermo tutte le forme d’espressione che conosce e che usa. Una storia minimale, realistica e al contempo – per assurdo – gentilmente poetica. Colori, toni, dialoghi e volti trovano la forza per uscire dalla pellicola e misurarsi col quotidiano grazie al riscontro onirico che ne vien fuori.

Sogniamo situazioni che al risveglio ci sembrano assurde. E ciò accade anche dinanzi a questo film. Delicato e intimista, è come un occhio sul mondo. E quest’occhio lo si immagina chiaro, magari azzurro come quello della regista. O magari un occhio non umano, capace di chiamare curiosità una perversione, o di stare lì a zoomare sulle scene di banali incontri o di insostenibili solitudini e trovarci poesia.

Se il cinema deve portare in un’altra dimensione, la July – lungi dall’essere un maestro della settima arte – ci riesce. Se i fotogrammi devono lasciar vedere dietro di essi, “Me And You And Everyone We Know” ci riesce in pieno. Che poesia!

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