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Dedicato agli eterni sognatori

“Mediterraneo” è un film da Oscar… E aver vinto l’ambita statuetta ha sicuramente favorito il grande successo della pellicola, ma ha limitato irrimediabilmente la sua interpretazione. Le riflessioni sulle tematiche affrontate nel film e sulle sue qualità artistiche hanno infatti la tendenza a cristallizzarsi e a gravitare sempre intorno alla stessa questione: ma “Mediterraneo” meritava o no di vincere l’Oscar?
Per svincolarsi da questo limite oggettivo, bisognerebbe abbandonare l’idea convenzionale che i premi di cinema siano un elemento imprescindibile per valutare la bontà di un’opera, e lasciarsi andare ad un’analisi che parte semplicemente dal film, dalle sue immagini e dalle sue creazioni.

Allora cos’è “Mediterraneo”?
“Mediterraneo” è la storia di un viaggio, reale e ideale; è il ritratto di una generazione, è il malinconico racconto di un gruppo di uomini e delle loro scelte di vita.
La guerra fa da sfondo, ma non ha peso: è solo un escamotage narrativo per la costruzione dell’intreccio.
Il film, coinvolgente proprio per la sua universalità, tratta il tema della fuga, in una sorta di capovolgimento della poetica del nostos, del ritorno in patria.
I protagonisti fuggono, seppur forzatamente, da un paese in guerra, ma soprattutto da realtà disumanizzanti e alienanti, da un mondo indifferente che cambia troppo in fretta e non si riconosce più.

La fuga diventa viaggio di scoperta e cambiamento: assistiamo progressivamente all’evoluzione dei personaggi, alle loro prese di coscienza, partecipiamo alla loro ritrovata felicità e alla loro triste disillusione.
Resta infine l’amara certezza che fuggire sia l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare: chi decide di affrontare la realtà, chi cerca di cambiare le cose, viene inevitabilmente sconfitto.
“Mediterraneo” è un film che si nutre di emozioni e immagini nostalgiche, enfatizzate da atmosfere dolci e selvagge, da luoghi evocativi, e da una memorabile colonna sonora.
È un’opera bella nella sua poeticità, nella sua capacità di far breccia nell’anima della gente e nella facilità di immedesimazione che amplifica il nostro coinvolgimento.

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