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A Natale siamo tutti più cattivi

Megamind è blu come un Avatar, macrocefalo come gli alieni dell’Area 51 e sgrammaticato come Manuela Arcuri. Magamind è anche il cattivo più cattivo che c’è. La Dreamworks ripropone infatti la formula vincente sperimentata con Shrek e capovolge ancora una volta il punto di vista di un classico, cercando così di conferirgli nuova linfa. Questa volta non si tratta della favola principessa/mostro ma dello scontro tra supereroe e supercattivo, che diventa il protagonista assoluto.

Il risultato è piacevole e lascerà sicuramente soddisfatti gli amanti dell’umorismo dreamworksiano, fatto di battute facilone, facce buffe e tantissime citazioni. Il ruolo della spalla è affidato al pesce parlante Minion che pesa però molto meno sull’economia del film di quanto abbiano fatto colleghi illustri come Ciuchino e Gatto Con Gli Stivali. Graficamente siamo su livelli più che discreti, a patto di lasciar perdere una volta per tutte il confronto con la Pixar – che già 2 anni fa era su un altro pianeta.

OneLouder

Megamind funziona molto bene come cinepanettone, è bello da vedere con un 3D usato saggiamente, e offrirà 90 minuti di intrattenimento coinvolgente a tutti i bambini e agli adulti capaci di accontentarsi.

Pro

Contro

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