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Black in time

Se “Men In Black 3” fosse un alieno si troverebbe perfettamente a suo agio nella schiera di esseri assurdi che affollano il film da ormai 15 anni. Avrebbe la faccia extraterrestre di Will Smith, sempre uguale a quando viveva a Bel Air, ma anche quella gommosa di Tommy Lee Jones, che ha un modo poco umano di invecchiare. E sparerebbe cazzate a ripetizione proprio come loro.

Gli agenti K e J tornano caricati da un decennio di silenzio e si trascinano dietro una storia lineare ma ben costruita che ruota proprio intorno al loro rapporto. Con gli uomini in nero tornano anche tutti i punti di forza della saga: umorismo, alieni bruttissimi che esplodono, armi assurde che li fanno esplodere e teorie originali sull’universo.

Questa volta non si parla di dimensioni alternative ma di viaggi nel tempo. Avremo così l’occasione per scoprire che K non è mai stato giovane e che in più a trent’anni assomigliava tantissimo a Josh Brolin. Vedremo inoltre di quale tecnologia disponevano i Men in Black negli Anni ’60 e come la loro attività si intrecciava con personaggi famosi ed eventi storici. Soprattutto, faremo la conoscenza di un alieno “pentadimensionale” a cui piace giocare col continuum spazio-temporale dando vita a scene memorabili.

OneLouder

“Men In Black 3″ è tutto quello che vi aspettereste dagli uomini in nero: due orette di divertimento condito da azione, con una recitazione sempre perfettamente sopra le righe e una confezione audiovisiva realizzata ad arte.

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Contro

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