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Quel gradino sopra Moccia

A dispetto del nome, Allegra è una diciassettenne dark, problematica e complessata. Un’immane tragedia la avvicina all’amante del padre, Luisa, trentenne solare e sognatrice con cui stringe una profonda amicizia. Attraverso un percorso di crescita personale irto di trappole e tendenze autodistruttive, Allegra si sforza di meritare l’amore di Gabriele, suo compagno di scuola, mentre Luisa, circondata dal solito gruppo di amiche, inizia una relazione con il fascinoso quarantenne di turno. Alla fine la solidarietà femminile trionfa su tutto.

Gli spunti interessanti non mancano: il tema dell’amicizia femminile insolito nel cinema italiano, una storia che si sviluppa su zone d’ombra ed acquista sempre più sfumature, personaggi tratteggiati ben oltre la posa di scena ed interpreti più che credibili.

Tuttavia Luis Prieto non riesce a fondere in modo convincente dramma e commedia, e le pur lodevoli intenzioni di uscire dai cliché ed affrontare temi più complessi non bastano a sollevare il prodotto dalla mediocrità. L’(ab)uso della voce fuori campo, il ricorso ad una colonna sonora che sottotitola i sentimenti scena per scena, i siparietti alla “Sex & The City” con l’amica bruttina-ma-brillante e quella snob, il finale liberatorio in auto con la canzone intonata a squarciagola: tutto un repertorio di soluzioni straviste e riproposte con scarsa originalità.

Come seguito ideale di “Amore 14″ ne prosegue anche il desolante moralismo nell’indicare la tempistica legittima per fare l’amore: appena compiuti i diciotto anni, un dato favolistico totalmente avulso dalla realtà.

OneLouder

Rispetto ad “Amore 14″ il film di Prieto intende fare un salto nei contenuti coinvolgendo due fette di pubblico, i teenager e un pubblico femminile più adulto. Ma rimanendo ancorato ad una modalità di rappresentazione da teen movie industriale toppa clamorosamente, mancando di coraggio e riducendo ogni possibile spessore. Un piccolo passo avanti nel filone adolescenziale ma anche un’occasione sprecata. Melodramma al femminile? Per favore, non scomodiamo Almodóvar.

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Contro

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