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Bacherozzi alla riscossa!

In seguito ad azzardati esperimenti genetici – che pure hanno consentito di debellare un terribile morbo che stava decimando i bambini di New York – gli scarafaggi di Manhattan proliferano e si ingigantiscono fino a trasformarsi in bizzarri umanoidi, che se ne vanno in giro a divorare i passanti più incauti.

L’idea c’è, e l’inizio sembra incoraggiante. I nervosi titoli di testa pullulano di disgustosi bacherozzi e le immagini dell’ospedale pediatrico durante l’epidemia iniziale sono assai inquietanti.
Ma, alla prova dei fatti, gli insettoni che Susan – l’entomologa che li ha sconsideratamente diffusi – cerca di debellare scendendo nelle fogne assieme a un improbabile commando anti-scarafaggi, tradiscono le aspettative. Inquietanti, è vero, ma siamo ben lontani non solo dalle ributtanti invenzioni grafiche di un film come “La Mosca” ma anche dagli incubi ad occhi aperti che del Toro è in genere così capace di portare sulla scena.

Si perde così presto lungo la strada l’unico aspetto – il terrore onirico – che poteva distinguere “Mimic” da tutti gli altri film del genere e renderlo qualcosa di più che un discreto ma anonimo film di serie B. Molte situazioni, ad esempio, sono classiche che più classiche non si può: il gioco di guardie e ladri tra mostri e umani, la scoperta del “nido” (con le uova che assomigliano davvero troppo alle larve di “Alien”), il capo da annientare per distruggere la colonia, i personaggi che iniziano a morire in una sequenza fin troppo prevedibile. Sopra la media solo la fotografia, che rende bene il putridume del luogo.

Così, esaurito lo spunto iniziale, la trama non ha più molto da offrire: i personaggi sono abbozzati, i dettagli inseriti per cercare di renderli verosimili vengono sempre lasciati cadere in modo abbastanza irritante e all’entomologa non resta poi molto tempo per riflettere sull’errore fatto perché troppo occupata a salvare la pelle.

Antipaticissimo il personaggio di Chuy, bambino fin troppo “speciale” il cui unico obiettivo sembra quello di mettere nei guai il padre. Perché gli insettoni, una volta catturato, non se lo siano mangiato subito rimane un mistero.

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