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Alla guerra

Il capitano Vinciguerra (Silvio Orlando) ha un cruccio: il figlio Giacomo (Francesco Brandi) è un pacifista perdigiorno il cui attivismo procura al padre solo grane e umiliazioni con i superiori.
Quando gli viene affidata l’importante missione di cattura di Radovan Pavlevic, criminale di guerra nascosto nei boschi dei Balcani, Vinciguerra parte pieno d’entusiasmo. Non sa però che anche Giacomo è diretto da quelle parti per piantare un albero nel Bosco della Pace della cittadina di Istakovica.

Le commedie a Venezia si accolgono sempre con piacere e curiosità, perché sono poche – anche la Settimana della Critica, che presentava “Missione di Pace” in chiusura, quest’anno ha virato decisamente sul dramma – e perché è complicato scriverle e girarle bene.
Il film di Francesco Lagi è simpatico, ha il pregio di inventare una storiella divertente, prende in giro tutti – militari e pacifisti – con lo stesso umorismo rilassato ma manca di coraggio nella formazione del cast.

OneLouder

Un film ironico è per definizione un film difficile e ha bisogno di volti, corpi e voci che sappiano inventare un modo efficace e diverso di stare in scena: tolto Filippo Timi, preciso e misurato nei buffi panni di un Che Guevara poco rivoluzionario che guarda in tv “Il pranzo è servito”, e tolta forse anche Alba Rohrwacher che almeno risulta credibile, gli altri non sono all’altezza della sfida. Francesco Brandi non ha gli strumenti per essere protagonista di un film, figuriamoci di uno come “Missione di Pace”, mentre Silvio Orlando, benché fisicamente adatto al ruolo, ha il torto di interpretarlo allo stessa maniera di decine di altri suoi personaggi.
Peccato.

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