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  • Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit!

    Diretto da Minoru Kawasaki

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“Vorrei infilare la mia Tour Eiffel…

… nel tuo arco di trionfo!”

Sala Grande, il pubblico applaude all’annuncio del regista Minoru Kawasaki, ma è una vera propria ovazione quella che accoglie Take-Majin, l’eroe di gommapiuma protagonista della pellicola che si candida ad essere la più trash di questa edizione della Mostra.

Questo film, vero e proprio tributo a serie fantascientifiche giapponesi degli anni ’80 come “Megaloman”, muove da una rappresentazione caricaturale e impietosa dell’attuale G8, funestata dall’attacco improvviso del mostro spaziale Girara. I grandi del mondo sono impotenti ed incompetenti di fronte alla minaccia e vedono fallire ogni bizzarra strategia messa in campo per contrastare l’attacco alieno. Sarà solo grazie all’intervento del dio Take-Majin (doppiato dall’inarrestabile Beat Takeshi), invocato tramite una buffa danza da una comunità di devoti, che il mondo ritroverà la pace.

Realizzato con effetti speciali rigorosamente analogici, “Monster X…” usa l’ironia come arma per sorprendere, divertire e far pensare. Non ci troviamo di fronte al classico film del genere Kaiju Eiga (cinema dei mostri), ma ad una pellicola destinata a diventare cult per la sua capacità di prendersi in giro non riducendosi a un mero tributo. Il potere viene deriso senza pietà alcuna, fino a rendere più credibile lo scontro tra due colossali mostri che le dinamiche diplomatiche mondiali. Abbondano frecciate all’inadempienza sul protocollo di Kyoto, al rapporto fra il potere e l’informazione, al delirio di onnipotenza di Pyongyang, alle nostalgie imperialiste italiane e molto altro. Nessuno è risparmiato, tutti sono messi alla berlina e solo l’aureo Take-Majin, espressione della fede, incarna l’elemento salvifico dell’umanità.

Finalmente una morale esplicita che scaturisce da una trama lineare, una ventata di freschezza che spazza via un certo cinema che si prende troppo sul serio.

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