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Tra sfigati l’unione fa la forza

La moda imperante del sequel/prequel contagia anche i geni della Pixar. Riprendere prima o poi i personaggi di Mike e Sully, visto il grande successo di “Monsters & Co.“, appariva da subito solo una questione di tempo. E puntuale è arrivato, con uscita ufficiale a fine agosto e anteprima a Giffoni, questo “Monsters University“, che ci racconta il percorso universitario dei due protagonisti in procinto di dedicarsi alla carriera prestigiosa di “spaventatori”.

Diciamo subito che questo è, probabilmente, il peggior lungometraggio della casa di produzione di John Lasseter e la doppia lettura che da sempre rende i film Pixar più completi e maturi di quelli della casa madre Disney qui è ridotta al lumicino.

La pietra di paragone è rappresentata dal filone dei “college-movie” statunitensi e quindi ritroviamo le fratellanze universitarie con nomi pieni di lettere dell’alfabeto greco, la lotta per assicurarsi il riconoscimento collettivo, l’importanza del gioco di squadra, la differenza e la coesistenza tra talento e applicazione. Tutta roba stravista, non molto originale nemmeno nel look grafico: l’università è in pratica una sorta di harrypotteriana Hogwarts, molte creature sono copiate o “citate” da film o serie TV precedenti.

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L’originale “Monsters & Co.” conteneva una meravigliosa metafora di accettazione del diverso, mettendo in scena degli orribili mostri che avevano paura degli stessi ragazzini che dovevano spaventare. È, in pratica, il tema trattato anche dal recente “After Earth”, bistrattato ultimo film di M. Night Shyamalan. Tutto questo retaggio viene abbandonato per concentrarsi sull’educazione allo spavento di Mike e Sully, che capiscono di essere una grande coppia, di funzionare bene solo assieme. Dalla Pixar ci aspettiamo (e abbiamo sempre avuto) molto di più.

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Contro

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