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Eastwood vs. Malkovich, duello americano

Dallas 1963: l’agente Horrigan non è riuscito a proteggere il presidente Kennedy dal suo assassino. Tormentato dai sensi di colpa, “Nel Centro Del Mirino” ci mostra l’uomo, trent’anni dopo, alle prese con un altro maniaco, per salvare stavolta il nuovo presidente degli Stati Uniti. Frank Horrigan è Clint Eastwood, l’attentatore (che si farà chiamare Booth, come l’assassino di Abramo Lincoln) John Malkovich. Le ossessioni del vecchio addetto alla sicurezza non sono un segreto per il giovane criminale. Si sviluppa da qui il gioco psicologico di una trama convenzionale quanto stereotipato. Una doppia visuale che racchiude un po’ troppo i personaggi nei propri ruoli. Petersen obbliga gli attori a seguirlo senza mettere in conto che la libertà espressiva potrebbe lasciar fluire una determinazione che incollerebbe allo schermo lo spettatore.
È comunque un buon thriller, che speravamo, però, di rincorrere un po’ meno.
“Di’ un po’, tu credi nella nobiltà del suicidio?”
“No, però se vuoi farti saltare il cervello, prometto che non ti ostacolo, accomodati.”
Più brillante nei dialoghi che esplicitano la buona interpretazione dei protagonisti.

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