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Piccola storia di caos quotidiano

In una città indefinita di un’Italia probabilmente contemporanea, Teo (Marco Foschi) vive una vita tranquilla e stabile, divisa tra lo studio e la fidanzata. A sconvolgere la sua esistenza interviene come un ciclone una ragazza dell’est, molto bella e istintiva, Mavi (Kasia Smutniak), che prima lo travolge colla sua auto, poi gli salva la vita donandogli il proprio sangue. Lei scompare, ma il destino li fa incontrare nuovamente dopo qualche tempo. La relazione che ne scaturisce dura qualche anno, e viene suggellata dal matrimonio e da una figlia. Un lavoro che terrà Teo lontano da casa innescherà però in Mavi una serie di comportamenti sconsiderati, fino a colorare il rapporto di tinte inaspettate.
“Racconto personaggi stabili, sicuri nel loro ruolo, che vengono sconvolti dall’arrivo dell’inaspettato. Io stesso ho una fascinazione per personaggi inquieti, disturbati.” Basterebbe questa frase di Peter Del Monte a riassumere il fulcro drammatico di questo suo ultimo film. La storia di Teo e Mavi rasenta il paradigma psicologico: così astratta, priva di riferimenti, universale, capace di coinvolgere chiunque, ammesso che sia stato attratto almeno una volta dall’ignoto, dal mistero, dal caos. Teo è affascinato da Mavi come dalle stelle che guarda ogni giorno e di cui cerca di comprendere gli insondabili misteri. Per questo si aggrappa alla scia di questa cometa impazzita, ma luminosissima.
“Nelle Tue Mani” è un buon prodotto, astratto al punto giusto, recitato in maniera pulita, mai esagerata, capace di incorniciare un tempo ed uno spazio e di renderli delicatamente sospesi.
In un’Italia sempre più simile alla parte peggiore di Hollywood, in cui hanno gioco solo i procacciatori di incassi assicurati, film come questo, a basso budget, praticamente autoprodotti, ma di valore artistico assolutamente competitivo, ci restituiscono un po’ di fiducia in un cinema che sia sì indipendente, ma anche di congruo impatto commerciale.

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