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Schiavo matto

Nero e bianco come la scacchiera e i suoi pedoni, i cavalli, gli alfieri, le torri, le regine e i re.
Nero e bianco come la sconfitta e la vittoria.
Nero e bianco come niente o tutto.
È uno dei giochi di abilità di maggiore complessità il protagonista del film di Wolfgang Petersen.
Il matematico Thomas Rosenmund, appassionato al gioco sin da bambino, progetta un programma in grado di sconfiggere qualunque giocatore medio di scacchi al mondo.
La vittoria, bieco desiderio dell’uomo, è nelle mani di una macchina.
La sconfitta non è presa in considerazione.
Un incontro col campione del mondo perso in diciassette mosse apre il vortice di ossessione che porterà Rosenmund alla follia.
Una disfatta per l’uomo che abbandonerà moglie e amici, uno sguardo lucido sulle capacità umane.
Egocentrismo da paranoia, gabbia irrazionale.
Un po’ come i vizi. Il gioco, ormai, è terminato.

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