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  • No – I giorni dell’arcobaleno

    Diretto da Pablo Larraín

    Data di uscita: 09-05-2013

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Attraverso gli occhi del Cile

Un film di guerra sui generis, questo “No“, in cui Pablo Larraín affronta uno degli spartiacque della storia cilena: la caduta del regime di Pinochet a seguito del referendum popolare indetto dal dittatore sotto la pressione internazionale. La guerra c’è, e si combatte qui a colpi di spot elettorali, l’arma – potentissima – che per la prima volta fu data all’opposizione in quel 1988 e che in effetti cambiò la storia della nazione. A combatterla in prima linea troviamo René Saavedra, giovane pubblicitario affascinato dal linguaggio statunitense che viene assoldato dall’opposizione a Pinochet per mettere a punto la campagna elettorale. Come sua arma principale lui sceglierà l’allegria: colori vivaci, battute di spirito, canzoni orecchiabili.

Girato con una telecamera del periodo, il film di LarraÍn alterna alla narrazione anche spezzoni di repertorio, con un effetto globale a tratti documentaristico che ne accentua a un tempo sia la drammaticità sia – grazie a questo viaggio a ritroso nel gusto kitsch degli anni Ottanta – la forte carica ironica.

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Ci sono molti motivi per non dire no a questo film. C’è la storia di una nazione e c’è anche la storia del gusto pubblicitario. Ma nulla di questo ne farebbe un film tanto speciale se non fosse per la trovata – che non è mera trovata, ma sofferta immersione nel passato – di girare il tutto con i mezzi dell’epoca. Detto questo, c’è anche Gael García Bernal, che si dimostra ancora una volta interprete convincente. E c’è una vicenda che è appassionante di per sé. Candidato all’Oscar come miglior film straniero, “No” va visto. Punto.

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Contro

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