Home > Recensioni > Nord

Jomar, vichingo dell’anima

I vichinghi non abitano più qui. Al loro posto si aggira un’umanità dai sentimenti ibernati, intrappolata in ghiacciai di depressione e solitudine. Come Jomar, campione di sci decaduto, ora abbandonato da moglie e figlio. Il suo viaggio, attraverso paesaggi norvegesi dal biancore languido e accecante, è l’estremo tentativo di disciogliere il proprio cuore. Sostenuto dalla scrittura di Erlend Loe, acclamato ai festival di Berlino, Tribeca e Torino, “Nord” è un road movie al calor bianco, che circoscrive un percorso esistenziale prima ancora che geografico. Il protagonista incontrerà sul suo cammino personaggi grotteschi e fantasmatici, che però rinfocoleranno la sua anima. Jomar non sarà un vichingo, ma forse alla fine del viaggio avrà vinto la più aspra delle battaglie, quella contro se stesso.

OneLouder

“Nord” è come un diamante grezzo sepolto nella neve, l’ennesimo gioiello distribuito dalla Sacher Film di Nanni Moretti. Il suo stile è aspro e aguzzo, ma anche dotato di una limpidezza cristallina. Merito del regista Rune Denstad Langlo, che si abbevera nella realtà documentaria di ambienti e personaggi. A impreziosire ulteriormente il film sono l’umorismo alieno e spiazzante di certe situazioni e la colonna sonora che avvolge come una coperta di lana. Tocca a voi adesso scoprire lo scintillio nascosto di “Nord”.
Roberto Castrogiovanni

Un film girato con pochi mezzi ma con grande passione: ispirandosi largamente a vicende autobiografiche, Langlo dirige un cast di attori non professionisti con l’intento di dipingere un paesaggio della Norvegia insolito ed emozionante. Il viaggio compiuto da Jomar, attraverso gli incontri, le tante difficoltà e le pause forzate, lo spinge a maturare una maggiore consapevolezza e a superare gli ostacoli interiori.
Fedra Grillotti

Pro

Contro

Scroll To Top