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Ragazzini con la pistola

L’ascesa e la precipitevolissima discescesa di “The Notorious B.I.G.”, rapper di Brooklyn vittima della faida tra East e West Coast che insanguinò gli anni ’90.
Ragazzone sgraziato ma di talento, Notorius, grazie a un nastro registrato per gioco, si ritrova catapultato troppo in fretta dal ghetto al palcoscenico, in mezzo ad altri ventenni coperti di catene d’oro ma che ancora ragionano come teppistelli di periferia.

A tratti retorico e insopportabilmente buonista, soprattutto quando ricorre alle voci fuoricampo di Notorious e della madre, il film ha però il merito di scavare senza troppi complimenti nelle psicologie dei giovani rapper. Delinquenti, indubbiamente, ma a loro modo candidi, stritolati da un successo che li coglie del tutto impreparati, spingendoli a credersi degli dei e portandoli alla rovina.

Il senso della proporzione – non di guerre di mafia si sta parlando, ma di ragazzini che giocano a fare gli spacconi – si recupera alla fine del film, qundo si scopre che, al momento della morte, Notorius aveva due figli e 24 anni. Tupac Shakur, suo acerrimo nemico ucciso l’anno prima, era arrivato ai 25.

OneLouder

I film biografici non mi sono mai piaciuti, specialmente se agiografici. Mi sembra però che ultimamente si faccia a gara nel dipingere i protagonisti – anche figure di spicco – come mezzi farabutti. Qui non c’è nemmeno stato il bisogno di sforzarsi molto: la storia è quella di un giovane spacciatore di crack, che scopre di avere del talento ma dimostra di non sapere che farsene. Forse non proprio il personaggio migliore su cui girare un film, ma se non altro è piuttosto istruttivo…

Pro

Contro

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