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  • Notte Brava A Las Vegas

    Diretto da Tom Vaughan

    Data di uscita: 09-05-2008

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Fresco antipasto d’inzio stagione

“Cosa succede a Las Vegas…” recita il titolo originale di questo filmetto, promettendo allo spettatore malizioso stravaganze ed eccessi nella Città del Peccato. Il titolo italiano invece, figlio di una necessità filologica meno ingerente del solito, accenna ad una notte brava, che scopriremo vissuta dai due protagonisti, Joy (Cameron Diaz) e Jack (Ashton Kutcher) contrappuntati dai rispettivi comprimari: Tipper (Lake Bell) e Steve detto Hater (Rob Corddry). Joy e Jack sono in vacanza forzata da una vita che li ha appena regalato una batosta ciascuno: lei, agente di borsa rigida e inquadrata, è stata lasciata dal compagno ricco e snob, mentre lui, falegname qualificato nella piccola ditta del padre, è stato licenziato dal genitore stesso per la sua condotta sconclusionata. A Las Vegas i quattro si troveranno per sbaglio nella stessa camera, ottenendo come risarcimento all’errore due suite e varie facilitazioni, tra cui una limousine con autista. Vittime di una notte alcolica e di un’intesa inaspettata, Jack e Joy si sposano in una piccola cappella di Las Vegas per svegliarsi il mattino dopo decisi a divorziare. A complicare le cose si aggiunge una slot machine che con la moneta di lei, ma la mano di lui, regala loro tre milioni di dollari.
Il giudice (Dennis Miller) che deve decidere circa la spartizione dei beni e il divorzio, con una trovata spiritosa congela i soldi, costringendo i due ad una convivenza di sei mesi in cui dovranno dimostrare intesa e affetto reciproco, certificati da una sessuologia (Queen Latifah) che li seguirà con costanza. Se non riusciranno nell’impresa perderanno tutti i soldi.
Non serve dire che l’intesa iniziale avrà la sua parte, servirebbe invece a questa commediola romantica una spinta decisa nella prima parte, confusa da un mucchio di trovate sempliciotte dove non puerili. La macchina narrativa comincia a girare proprio quando i due sposini abbandonano gradualmente l’unidimensionalità dei loro ruoli caricaturali, guadagnando così spessore e credibilità. Non avrebbe fatto male neanche una descrizione più dettagliata della loro notte a Las Vegas, liquidata con un montaggio veloce, peraltro incentrato su sguardi, profili, sorrisi dei due protagonisti, che per quanto fotogenici non trasmettono alcun senso di dinamismo e sregolatezza.
Il cast è ben scelto e si dimostra equilibrato: Kutcher è il perfetto ragazzone da svezzare e la Diaz si riconferma buona attrice di commedie. La coppia insomma funziona bene, riuscendo per una volta a rubare la scena ai comprimari, spesso più bravi o meglio delineati dei protagonisti, anche se non è questo il caso.
Le indecifrabili strategie della distribuzione italiana, in questo caso non esenti da linee guida decise su territorio statunitense, fanno uscire questo film con due mesi di ritardo rispetto agli Stati Uniti, in contemporanea con i due “spaccatutto” sempre della Fox: “Iron Man” e “Speed Racer”. Il ruolo che gli si era voluto dare negli States di apripista leggero, di antipasto, di intrattenimento lieve da anticamera in attesa di costosi e roboanti filmoni estivi, ci sembrava più consono.

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