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  • Notte Senza Fine

    Diretto da Elisabetta Sgarbi

    Data di uscita: 19-11-2004

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Parola senza palco e sipario

Metti una sera a teatro: teatro di parola, di lunghi monologhi. E metti questa sera a teatro all’interno di un film. Ecco la ricetta di “Notte Senza Fine”, esordio di Elisabetta Sgarbi nel mondo dei lungometraggi cinematografici, oggi pubblicato in dvd da Dolmen Home Video e Istituto Luce.

Il sottotitolo del film “Amore – Tradimento – Incesto” fa riferimento alla struttura tripartita della pellicola, che propone tre lunghe sequenze, con altrettanti autori e cast.
Ad aprire “Notte Senza Fine” troviamo l’amore immaginato di Galatea Ranzi, che qui interpreta una nobile diventata la donna amata, e ovviamente sublimata, di un poeta-cantore. Il loro amore non viene mai vissuto, ma esplode solamente attraverso le parole.
Insomma, se non lo si fosse compreso, al centro del film c’è la parola, per cui sono stati scomodati alcuni degli scrittori più interessanti del panorama letterario mediorientale. Lo scrittore e giornalista libanese Amin Maalouf scrive “Amore”. Lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun è l’autore di “Tradimento”, interpretato da uno splendido e rigoroso Toni Servillo e da una più incerta Laura Morante. Infine “Incesto”, in cui a dare voce – e che voce! – al dramma scritto dal drammaturgo di origine pakistana Hanif Kureishi troviamo l’intensa Anna Bonaiuto.

Il film, di episodio in episodio, è un crescendo. Se inizialmente, con il monologo “Amore”, risulta difficile da reggere, con “Tradimento” la presenza del doppio punto di vista rende il ritmo più incalzante. E le atmosfere cupe e ancestrali di “Incesto” rendono questa terza e ultima parte la più appassionante.
C’è però un problema. Bellissimo ascoltare queste voci, questa parola regina. Ma non è un caso se la parola, nella settima arte, è uno degli ingredienti messi sul piatto dal regista. Se a teatro un attore è in grado di reggere la scena anche per due ore, il discorso al cinema è diverso. E la noia finisce per prendere il sopravvento.

OneLouder

A tratti lo si potrebbe piuttosto chiamare “Noia Senza Fine”, ma è uno di quei film per cui alla fine ti dice: sì, dovevo vederlo per poterne parlare… Ma, attenzione!, non certo perché diventerà una pietra miliare della storia del cinema.

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