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Viaggio nel cuore della notte

È notte fonda: la città giace in preda alla guerra, alla distruzione di identità e di anime fragili e stanche che osservano attonite ed inermi il terrore che le avvince. Ossario, il protagonista, esausto, è di ritorno a casa con al seguito una moltitudine di profughi e di soldati vinti nel fisico e nell’animo. È alla ricerca della sua amata che aveva lasciato lì tempo addietro. Subito però viene spiazzato dalla terribile realtà che subdolamente lo attende, pronta a travolgerlo in un vortice di strane coincidenze, fatalità, storie di violenza ed amore, di odio e repulsione in altalenanti conati di profonda umanità e delirante follia.

Solo un viso amico lo aspetta: una bimba dal viso sporco di fuliggine dagli occhi teneri che stringono il cuore. Un fiore in cambio di pochi spiccioli. E di rimando un sorriso pieno di gratitudine. Tutto è cambiato: una milizia armata terrorizza il paese, fazioni rivali si scontrano alla ricerca di una presunta verità celata in meandri inaspettati. Uno, il colpevole, ma sono tanti a cadere sotto la macchina implacabile della morte. Carne al patibolo. È una notte decisiva ognuno cerca di salvare la propria vita, senza speranza.

Tratto dall’omonimo romanzo del 1943 dell’uruguaiano Juan Calos Onetti il regista Werner Schroeter lo ha portato su pellicola riconoscendo con lui una certa comunione d’intenti. Entrambi, attraverso la fantasmagoria vanno alla ricerca di utopie complesse e del desiderio ardente di malinconia per indagare la profondità della nostra anima.

A lui va il merito di aver portato sul grande schermo con uno stile anticonvenzionale l’arte, la lirica, ma anche l’umanità più controcorrente e marginale in un palcoscenico di ombre metalliche ed umane, che sgusciano in un’atmosfera apocalittica percorsa da tensioni esistenziali capaci di trafiggere e atterrire.

Plot debole, a tratti confuso e poco lineare, dal ritmo incerto, poco coinvolgente, lascia lo spettatore ai margini della narrazione. Vero punto di forza, d’altro canto, le intense tinte noir enfatizzate da musica lirica capace di generare autentica tensione.

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