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Il team di Ocean torna a colpire… in 13

Con “Ocean’s Thirteen” Soderbergh sfida l’eredità dei precedenti capitoli portando per la terza volta sul grande schermo le avventure del gruppo di ladri più sgangherato della storia. Reuben (Elliott Gould), il ricco foraggiatore del team di Ocean, viene colto da malore dopo che il suo partner in affari Willie Bank (Al Pacino) lo estromette con la forza da un accordo milionario. Colpito dall’accaduto, Danny rimette in piedi la “solita” squadra, con l’obiettivo, stavolta, di farla pagare a Bank mettendo in ginocchio il suo casinò ancora fresco di inaugurazione. La sfida, a differenza dell’episodio precedente, non sarà contro il tempo, bensì contro il grande sistema informatico che difende il casinò di Bank. Proprio a questo proposito Danny contatta Roman (Eddie Izzard), amico di vecchia data, nonché guru dell’informatica. Al già alto livello di difficoltà si aggiunge la scarsa disponibilità economica della squadra, costretta pertanto a scendere ad un insospettabile compromesso…
Il film si distingue dai suoi predecessori per la maggiore linearità narrativa; i dialoghi ed il ritmo sono ancora più convincenti, lasciando trasparire una politica più dedita alla qualità che alla quantità. A questo va ad aggiungersi l’ottima interpretazione di un cast già stellare, la cui presenza di Pacino risulta effettivamente troppo ingombrante per il ruolo che ricopre. Nell’insieme ci sono tutti gli elementi caratteristici degli episodi precedenti, ad eccezione del marcato utilizzo di flashback, in questo praticamente assenti. Essendo rimasto invariato il modus operandi dei protagonisti, è ragionevole supporre che il regista non abbia ritenuto necessario mostrare alcuni passaggi già mostrati in precedenza. Il risultato è pertanto sorprendente: oltre a goderne in fluidità ne beneficia anche la chiarezza del filo narrativo, rendendo “Ocean’s Thirteen” degno erede dei precedenti capitoli.

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