Home > Recensioni > Omicidio In Diretta

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Gli anni novanta e l’oro della sicurezza nazionale

Atlantic City, incontro di boxe per la conquista del titolo dei pesi massimi, quattordicimila spettatori, un detective corrotto e il ministro della difesa col suo staff personale. Questa è la formula scritta e diretta da De Palma (insieme a David Koepp) per “Omicidio In Diretta” (Snake Eyes).

La trama certo non spicca per l’originalità considerando che verso la fine degli anni novanta la macchina hollywoodiana ha investito cifre gargantuesche sul concept del ministro/presidente/ambasciatore/diplomatico ucciso/assalito/rapito/torturato/beffato da terroristi/attentatori/nemicidellostato/nemiciditutti ecc. (indimenticabile “Air Force One” con Ford presidente e Oldman terrorista russo, ma anche “Enemy Of The State”, ossia “Nemico Pubblico” con Gene Hackman e Will Smith).

Dare un giudizio e/o una definizione al film resta comunque difficile, troppo curato per essere considerato il solito blockbuster del lunedì sera ma anche troppo poco incisivo da lasciare il segno.

Apprezzabile il tocco del maestro, che come da tradizione, assortisce il film con tutti i suoi stilemi più classici: dalla visuale in soggettiva allo split screen e dai lunghi piani sequenza alla presenza della femme fatale di turno. Purtroppo non da meno sono alcune mancanze nella sceneggiatura, a partire dalla ingessatura di alcuni dialoghi fino a…che fine fa la rossa dell’inizio? Discreta l’interpretazione generale, anche se l’esasperata naturalezza di Nicholas Cage a volte sfiora il ridicolo. Più corente col personaggio invece la prova di Gary Sinise nei panni del comandante Dunne.

Il film nel suo insieme è piacevole, complice anche un ritmo sempre ben calcolato, l’importante è evitare di ragionare troppo sulla storia o si rischia l’assillo del dubbio se conti più lo stile o il contenuto.

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