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Dramma made in USA al Roma Film Fest

Uno ci prova a farsi gli affari suoi, a non cercare guai. È la filosofia che sembra aver abbracciato il personaggio di Christian Bale in “Out of the Furnace“, l’opera seconda (da regista) di Scott Cooper in concorso al Festival del Film di Roma. Che oltre a Bale può contare su un cast d’eccezione: Casey Affleck, Willem Dafoe, Forest Whitaker e Woody Harrelson su tutti. Insieme ci illustrano lo spaccato di un’America moderna ma con gli stessi problemi di sempre, come sia la Storia che il Cinema ci dimostrano.

Qui il giovane operaio interpretato da Bale, dopo anni di prigione cerca di rimettere in piedi la sua vita, nonostante gli ostacoli: il padre moribondo, la compagna che non lo ha aspettato, e il fratello Rodney (Affleck) che non trova la sua strada. Lo sbandato Rodney finisce nel tunnel del folle DeGroat (Harrelson). Suo fratello cercherà giustizia, constatata l’immobilità della polizia.

“Out of the Furnace” è un racconto amaro, di violenza ormai metabolizzata e destini segnati. Una di quelle storie comuni, conosciute o comunque immaginabili, che al cinema, se ben sfruttate, possono valorizzare registi e attori espressivi. Casey Affleck e Woody Harrelson, folli ciascuno a modo suo, eclissano le prove eccellenti ma più contenute di Willem Dafoe o del protagonista Christian Bale. Alla colonna sonora di Dickon Hinchliffe, cupa e malinconica ma a tratti forte e dominante, contribuisce Eddie Vedder con due canzoni non proprio necessarie.

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Contro

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