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Le ombre del west

Una delle immagini simbolo di “Per Qualche Dollaro In Più”, e certamente una delle più significative di tutto il cinema leoniano, segue la rapina della Banca da parte della banda dell’Indio: i pistoleri sfilano di fronte a un’inquadratura fissa, col tramonto al fianco, e investiti dalla luce bruna della fotografia di Massimo Dallamano vengono trasformati in pure ombre, macchie di colore nerastro su uno schermo anticato.

I pistoleri dei suoi western non sono figure storiche, ma fantasmi-archetipi di un immaginario cinematografico (americano) rinvestiti in un contesto che apparentemente conserva tutte le caratteristiche e gli snodi tipici del genere, ma in realtà ne smonta pezzo per pezzo ogni certezza. Alla morale positiva fordiana, Leone sostituisce una visione pragmatica e violenta, fatta di personaggi al tempo stesso epici e approfittatori. Una lettura europea di un mito d’oltreoceano.

La trama del film si rifà a un mito tipico del West: due bounty-killer (Clint Eastwood e Lee Van Cleef) danno la caccia all’Indio (Gian Maria Volonté) e alla sua banda, agendo dall’interno e dall’esterno per eliminare l’intera cricca e intascare le taglie. Non sarà uno scherzo, ovviamente. Perché a complicare la vicenda entreranno questioni personali. Ed è qui che Leone inserisce quell’elemento morale ben presente nel suo cinema e spesso negato da chi confonde il punto di vista dei personaggi con quello dell’autore. Il bellissimo dialogo che segue la sparatoria ai cappelli tra il Monco e il Colonnello è la chiara volontà di aprire un discorso etico all’interno di un meccanismo apparentemente votato soltanto all’azione.

Certo “Per Qualche Dollaro In Più” prevede un ritmo assai più incalzante di “Per Un Pugno Di Dollari”, ma dichiararlo, solo per questo, più scanzonato e “di genere” sarebbe oggi segno di una colossale miopia, dopo che il cinema postmoderno dei Tarantino (uno dei migliori eredi del barocchismo citazionista di Leone) e soci ha premuto così fortemente sulla forma come elemento di espressione essa stessa, significato e significante. Il secondo capitolo, specie nel delineare il personaggio di Mortimer, suggerisce quella che sarà l’evoluzione futura della poetica del suo autore. Mortimer non è che un progenitore – o il prototipo – degli Armonica e dei Cheyenne: un pistolero superato dal tempo, un morto che si muove in un Tempo che non è più il suo.

Il personaggio di Profeta non è dunque un semplice omaggio alla figura del vecchietto del West ma coscienza dell’intero film e “annunciatore” delle storie che seguiranno. L’ossessione del vecchio per i treni è quella del suo autore. In “C’Era Una Volta Il West” la ferrovia che avanza e divora il suolo desertico di Sweet Water non è che la sineddoche del western secondo Leone: l’avanzare del Progresso distrugge i suoi antieroi omerici, la modernità non è pasta per il Mito, che può essere generato solo nel passato, ossia in un luogo lontano e ormai distante su cui la memoria può reinventare creativamente.

Il Monco e Mortimer sono prefigurazioni dei futuri uomini americani secondo la visione leoniana: da un lato l’uomo concreto che affaristicamente si butta sul futuro e addenta con forza il denaro e l’arricchimento, dall’altro il Vecchio esempio di un mondo svanito (il fatto stesso che Mortimer venga chiamato colonnello, benché in pensione, e soprattutto in pensione forzata: si intuisce che fosse un colonnello sudista, il suo destino è la sconfitta). Le due figure possono stringere un patto che dura un pugno di fotogrammi, ma la fine è separata, ognuno per la sua strada, il tramonto solitario per l’uno, una strada retta e lunga per l’altro, a cavallo di un carro pieno di dollari.

OneLouder

Dove trovare un Volonté drogato, pazzo, psichicamente spostato conciato come un malvivente messicano che spara e fuma canne come acqua fresca? In un film dove le battute fulminanti si sprecano, quelle classiche freddure da inserire sul cellulare o da ripetere tra gli amici… magari con un buon cigarillo tra le dita e una bottiglia di whisky. Con la benedizione del Monco e del colonnello.

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