Home > Recensioni > Perdona E Dimentica

Tristi sobborghi americani

Seguito ideale del discusso “Happiness”, questo “Perdona e Dimentica” opera una rotazione completa del cast rispetto al suo antecedente, quasi a smentire chi non volesse considerarlo opera e sfida autonoma. Quel che rimane è il setting suburbano e soprattutto le tre sorelle Joy, Trish e Helen. Joy è il tipo dell’ebrea errante, condannata a relazionarsi sia nel lavoro che negli affetti con uomini disturbati. Trish è una casalinga di mezza età che nell’incapacità di affrontare la realtà di un marito pedofilo finito anni prima in prigione imbottisce se stessa e i propri ignari figli di psicofarmaci. Helen è corrosa da un successo che non riesce a digerire e che la rende nevrotica.

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L’America suburbana secondo Solondz è immobilizzata dall’incapacità di affrontare le proprie paure, i propri drammi, e perciò condannata ad una colpevole quanto impossibile e costante opera di rimozione. Ogni tentativo di mitigare quest’infelicità esistenziale ne svela la sostanziale inevitabilità. Anche il dilemma che serpeggia lungo tutto il film, se sia meglio perdonare o dimenticare i torti e gli orrori, è un falso problema, un’ennesima difesa. La soluzione è affrontare.
Il tutto illuminato da una pungente ironia da black-comedy depressa che dopo la metà del film scema in un realismo da “cartolina dall’inferno”.

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