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Sorpresa poco convincente

Sala piena, per “The Perfect Life”, diretto da Emily Tang: il film era programmato tra le sorprese del festival. La pellicola racconta la storia di una giovane donna di ventun anni che vive in una zona industriale molto povera a Hong Kong. Tutti hanno dei problemi familiari, lei cerca di trovarsi un lavoro adeguato.

Durante tutto il film, ritroviamo l’attrice principale di fronte alla propria solitudine, alla tristezza, a una stanchezza che non finisce più. Purtroppo, però, la pellicola non riesce a rappresentare adeguatamente le diverse emozioni che suggerisce. Sono pochi infatti gli attori che riescono a mettere in campo una recitazione soddisfacente e credibile, mentre scene che ritraggono la noia e la solitudine sono di lunghezza esagerata – difetto che peraltro affligge anche altre sequenze, a volte prive d’interesse, altre pressoché inutili all’evoluzione della storia.

Apprezzabile la regia, “The Perfect Life” soffre però di un montaggio, sia audio che video, molto deludente. E la debolezza si ripercuote anche nelle scene di documentario, parallele all’intreccio principale, che mostrano la storia di un’altra ragazza che vuole il divorzio dal marito e la custodia del suo bambino, soffermandosi sulle sue disgrazie professionali e familiari: anche qui, infatti, emerge la mancanza di rapporto con la storia, anche e soprattutto per le succitate carenze espressive dell’attore.

Non stupisce, quindi, che nonostante il film non sia così lungo (105′), il pubblico nella sala abbia perso gradualmente ogni interesse, finendo per mostrare chiara noia nell’attesa paziente del finale – e, ovviamente, non tributando alcun applauso all’opera.
Perché “The Perfect Life” è un film incoerente, troppo lungo per il suo contenuto sottile, fiacco, poco convincente.

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