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Lacrime e leggerezza: Frears a Venezia 70

Stephen Frears in concorso a Venezia 70 con un film tratto da una storia vera, quella di Philomena Lee (Judi Dench), punita dai genitori per essere rimasta incinta giovanissima nell’Irlanda degli anni ’50 e rinchiusa in un convento a lavorare come lavandaia.

Il figlio le viene tolto e venduto a una coppia di ricchi americani, secondo una pratica terribile che ha separato molte donne dai loro bambini.

Dopo una vita passata nel silenzio, Philomena parla della sua storia a un giornalista.

La sceneggiatura, scritta da Frears, Steve Coogan e Jeff Pope, è basata sul libro “The Lost Child of Philomena Lee” di Martin Sixsmith (nel film interpretato da Coogan), pubblicato nel 2009.

Amore materno, figli perduti, fede in Dio, senso di colpa, rabbia e perdono. E poi la distanza, non solo geografica, tra l’Europa e gli Stati Uniti, il potere del denaro (e della religione), il senso di appartenenza e la consolazione dei ricordi, anche di quelli non vissuti. Il valore delle storie e la capacità di sorprendersi. C’è tutto questo in “Philomena“, senza pesantezza né cinismo. Solo umorismo leggero e lacrime semplici.

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