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  • Pierino E Il Lupo

    Diretto da Stefanio Vicario

    Data di uscita: 21-04-2009

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Qualche minuto di magia

“Pierino E Il Lupo” è una favola musicale, commissionata nel 1936 dal Teatro Centrale dei Bambini di Mosca al compositore Sergei Prokofiev. Un’idea curiosa per avvicinare i bambini alla musica, che ebbe uno scarso successo alla sua prima, ma è oggi da considerare un classico senza tempo e senza età, per attualità e trasversalità dei sostenitori.

Cos’è una favola musicale? Qualcosa di molto simile a quanto Roberto Benigni ci ha già offerto con la sua interpretazione della Divina Commedia: una soprannaturale unione tra sacro e profano, che riesce a donare un’aura speciale ad un’opera altrimenti colta e per molti ineffabile. L’intervento guascone del comico, se ancora così lo si può chiamare, serve al grande pubblico un piatto irrinunciabile. Lo nobilita. Perché se non è possibile donare ancora più grazia agli scritti di Dante o le composizioni di Prokofiev, si può dischiuderli e traghettarli alla portata di chiunque.

Il concerto, qui alla sua seconda riproposizione, comincia con l’introduzione del narratore toscano, che illustra le classiche associazioni tra gli strumenti e i personaggi. Si rivolge sempre ai bambini, originari destinatari della favola, nonostante il pubblico sia in gran parte di over-adulti, ma coinvolge immediatamente tutti ed è doloroso rendersi conto, dopo mezzora, che è già tutto finito. Sentirlo dialogare con l’orchestra diretta da Claudio Abbado e spiegare cosa sta accadendo tra le note è incantevole. Si conoscono gli strumenti, si apprezza il loro suono, ci si lascia andare con un sorriso al flusso musicale.

Come ogni Cenerentola, però, tutto finisce all’improvviso. E dannatamente presto.

OneLouder

Benigni è una specie di Re Mida. Ultimamente sembra aver sbagliato un film – glielo si poteva concedere – ma ha valorizzato un malato come il Festival di Sanremo o, al contrario, ha umanizzato opere eteree e fuori dal tempo, rendendole tangibili e contemporanee. Quando si cimenta in situazioni del genere ci si aspetta che, da un momento all’altro, esploda in un’invettiva contro Giuliano Ferrara, e invece finisce sempre per meravigliare. O meglio, regalare meraviglie.
Peccato che qua ce lo abbiano ristretto più di quanto non abbia già fatto Madre Natura.

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