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Pesci volanti

Nel 1981, mentre un writer di LoudVision nasceva, James Cameron girava il suo primo lungometraggio: “Pirana Paura”. Il film si pone quale sequel del più fortunato “Pirana” di Joe Dante.

La pellicola, inquadrabile nell’horror acquatico, prende le mosse da una serie di morti misteriose che turbano la quiete di un villaggio vacanze sito su un’isoletta caraibica. I corpi appaiono straziati da più e più morsi ed il fatto strano è che essi vengono ritrovati tanto in mare quanto sulla terra, circostanza che indurrebbe ad escludere che il tutto sia opera di creature marine. E invece la spiegazione c’è, perché lo specchio di mare antistante la spiaggia ospita il frutto di un esperimento di ingegneria genetica foraggiato dal governo: pirana con le ali. Una straordinaria macchina da guerra capace di oltrepassare le barriere imposte dal normale habitat naturale dei pesci e di attaccare ovunque.

OneLouder

Lontano dalle produzioni faraoniche degli ultimi anni, James Cameron ha comunque l’occasione di dare sfogo alla passione per il mare, per gli abissi e i suoi misteri. Con un cast di semisconosciuti, fatta eccezione per Lance Henriksen, e con un budget limitato, non riesce tuttavia a realizzare un lavoro degno della sua (successiva) fama.

La storia è elementare, gli effetti speciali mediocri e i pescioni plasticosi e poco credibili. Latita il crescendo di tensione emotiva e l’idea iniziale conosce uno sviluppo incapace di valorizzarla.

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