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La tamarrata studiata

In una cittadina situata sulle rive del Lago Vittoria, ogni anno, durante la pausa di primavera, un sacco di studenti universitari festeggiano e si danno alla pazza gioia. La sceriffa del paese deve quindi lavorare il doppio e affida al figlio diciassettenne la cura degli altri suoi due bambini. Questi però si improvvisa guida turistica per un regista porno che sta girando proprio sul posto. Nessuno sa che a causa di uno smottamento sotterraneo nei fondi del lago, dei piranha affamati si sono liberati per mangiare tutto ciò che troveranno sul loro cammino…

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Con “Piranha 3D”, il regista francese Alexandre Aja imbastisce un colossale b-movie in cui a contare non è nessun sottotesto, nessun approfondimento di trama, soggetto, dialoghi o personaggio, nessun impegno in direzione della ricercatezza o dell’eleganza. Trattasi di una vera e propria “tamarrata”, ben studiata ovviamente, in cui viene messa in bella mostra tantissima carne da macello, costituita dai corpi nudi e seminudi di tutti i protagonisti, e in cui lo splatter e il gore della seconda parte la fanno da padrone, con mozzamenti, mattanze, morti rocambolesche. Bisogna soltanto decidere se si vuole stare al gioco.

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Contro

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