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Volare più in alto

“Planes” è un prodotto dei Disneytoon Studios, il settore della casa di Topolino nato nel 1988 per sviluppare progetti destinati al mercato dell’home video, dai sequel dei grossi successi anni 90 come “Aladdin” e “Il re leone” alla serie di “Trilli”. Un modo per continuare a sfruttare personaggi amati, e sfornare gadget, senza particolari pressioni artistiche. Ogni tanto però qualche toon viene considerato degno del grande schermo: “In viaggio con Pippo”, “T come Tigro” e ora “Planes“, diretto da Klay Hall e scritto da Jeffrey M. Howard, che aprirà domani la sezione Alice nella Città del Festival del Film di Roma.

Di “Cars”, il film Pixar del 2006 con le macchinine antropomorfe, “Planes” ricalca non solo il titolo ma anche la struttura: là automobili, qui aerei (con molteplici rimandi a legare i due titoli), personaggi simpatici, gare da vincere e lezioni di vita da imparare. Il protagonista Dusty Crophopper è un velivolo agricolo che sparge concime sui campi ma sogna la velocità e la competizione. Come ogni buon eroe animato di stampo disneyano, dovrà superare le proprie paure e dimostrare di essere non solo bravo ma anche generoso e onesto.

OneLouder

“Planes” ha una sola, enorme debolezza per un film che porta il marchio Disney: non è emozionante. È un prodotto derivativo, un pretesto per fabbricare giocattoli anonimi da infilare nei sacchetti di patatine e figurine da stampare sui pigiami per bambini. Le sequenze di volo in 3D sono piacevoli, certo, e qualche sorriso Dusty & co. riescono a strapparlo. Ma la formula è già vista, le caratterizzazioni dei personaggi stanche e prevedibili. Meritiamo di più. I piccoli spettatori di oggi meritano di più.

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Contro

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