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  • Pollo Alle Prugne

    Diretto da Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi

    Data di uscita: 06-04-2012

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Un violinista senza violino

Dopo il successo di “Persepolis”, Marjane Satrapi realizza la sua opera seconda, con la collaborazione ormai collaudata di Vincent Paronnaud, e sempre tratta da una sua graphic novel. “Poulet aux Prunes” racconta una storia molto drammatica in tono favolistico, con uno stile che alterna il live action all’animazione e alla ricostruzione fantastica in studio, coadiuvato da una recitazione che tende a creare scene comiche e grottesche, mai del tutto riuscite in verità.

Nasser Ali, interpretato da un bravissimo Mathieu Amalric, è stato il più grande violinista iraniano del dopoguerra. Nel momento in cui il film ha inizio, decide di morire perché la sua vita non ha più senso dopo che la petulante e nevrotica moglie gli ha sfasciato il violino durante un banale litigio.

Comincia così un singolare viaggio della memoria, proiettato anche in avanti con fantasie grottesche, che ci racconta il passato di Nasser Ali, segnato tristemente da un amore ostacolato e negato che ancora gli suscita un’illusoria speranza e rappresenta la fonte e il motivo delle sue melanconiche e struggenti composizioni.

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“Pollo alle Prugne” ha la pregevole la capacità di creare un mondo di neorealismo fantastico. Ma il suo pregio è anche il suo limite, quel mondo è eccessivamente fiabesco per poter restituire la complessità del reale e finisce per risultare stucchevole.
Non c’è l’ampio respiro che in “Persepolis” è dato dalla storia di una bambina, poi ragazza, poi esule, della sua famiglia e del suo paese, l’Iran, durante il regime di Khomeini. Non ha la sua profondità di analisi, la sua poesia restituita da uno stile genialmente ironico.
Qui la storia è affrontata da un punto di vista aneddotico, sentimentale tutt’al più. È una storia che poteva essere pregna e che a un certo punto sembra non avere più molto da dire, cosicché la si tira per le lunghe.

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