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  • Ponyo Sulla Scogliera

    Diretto da Hayao Miyazaki

    Data di uscita: 20-03-2009

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In fondo al mar, in fondo al mar …

Sosuke, un bimbo di cinque anni, vive in cima ad una scogliera. Una mattina, giocando sulla spiaggia sotto casa, trova Ponyo, una pesciolina rossa con la testa incastrata in un barattolo di marmellata. Tra i due nasce subito un legame molto forte e Sosuke promette a Ponyo che si prenderà cura di lei. Ma il padre di Ponyo, stregone dei fondali marini, la obbliga a tornare negli abissi dell’oceano. Ponyo desidera tornare umana, ed è così determinata da tentare la fuga …

Premessa necessaria: è impossibile vedere un film di Miyazaki senza paragonarlo con i precedenti due che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, facendogli guadagnare un Oscar, un Orso d’Oro e un Leone alla carriera.
La visione del film ci suggerisce quindi tre diversi paragoni: quello con la precedente opera di Miyazaki, il paragone con la produzione d’animazione coeva (in primis “Wall-E”) ed infine con il parallelo disneyano ispirato dalla stessa fiaba (“La Sirenetta”).

La storia è importata dal repertorio fiabesco europeo: è impossibile non cogliere l’ispirazione a “La Sirenettadi Andersen, che viene trasportata nel Giappone contemporaneo e contaminata con personaggi e iconografie tipiche del manga.
Dopo averci incantato con le atmosfere surreali de “La Città Incantata” ed averci meravigliato con gli effetti de “Il Castello Errante Di Howl”, Hayao Miyazaki torna ad un’animazione giapponese più tradizionale che stupisce meno e può non entusiasmare i non-amanti del disegno manga, a differenza dei precedenti sopra citati.

Come ne “La Sirenetta” disneyana, una parte rilevante è occupata dall’oceano, che esce dal consueto ruolo di paesaggio, divenendo parte attiva della storia; anche qui, gli abissi marini sono abitati da un’ampia e coloratissima varietà di esseri che invadono lo schermo in una danza collettiva. Manca però la forza delle canzoni del vecchio Walt, che contribuivano a rendere i cartoni vere e proprie icone.

In definitiva una storia dedicata ai più piccoli, sicuramente meno straordinaria delle precedenti, ma in grado di far riflettere i bambini sull’importanza dell’amicizia e sulla profondità dei legami, anche quelli infantili.

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