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Poseidon, può stancare anche la tragedia

“Vi assicuro che questo è il terzo e ultimo film sull’acqua”: parole di Peterson all’uscita del suo “Poseidon”, remake del film del 1972 “L’Avventura Del Poseidon”.
Durante la navigazione del transatlantico, la notte di capodanno i passeggeri saranno travolti da un incubo inaspettato.
Acqua che devasta, paura che urla, calma apparente di passeggeri che svolgono il ruolo di salvatori. Tutto un po’ come la festa interrotta sul Titanic. Con la sola differenza che lì la storia d’amore poteva tenerci svegli per (quasi) tutta la durata del film.
Manca ritmo, manca l’inquadratura dei personaggi che, seppur bravi, restano schiavi di una sceneggiatura che stanca.
Troppa fuga. Bisognerebbe fermarsi un attimo a respirare, nonostante la paura. In “Poseidon”, invece, non respira nemmeno lo spettatore che si chiede perché non aver lasciato l’esclusiva dell’accaduto al film del ’72.

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