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  • Potiche – La Bella Statuina

    Diretto da François Ozon

    Data di uscita: 05-11-2010

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Rivincita al femminile

Francia, 1977: Suzanne Pujol è una moglie “potiche”, ovvero un vaso di porcellana, un elemento di arredo all’interno di una famiglia di stampo patriarcale. Il marito Robert eredita dal padre di lei la gestione di una fabbrica di ombrelli. La sua prerogativa è gestire la vita in famiglia e quella lavorativa in un modo dispotico e molto spesso sgradevole. Ma le continue lotte con i lavoratori lo costringono ad un ricovero lontano dal luogo di lavoro. La gestione passa così alla moglie Suzanne, che dovrà però riconfrontarsi con lui sul lavoro.

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François Ozon non è nuovo a girare ritratti di ruoli femminili in società. Già con “8 Femmes”, pure se in chiave molto più divertente ed estremizzata, si era fatto apprezzare per la rappresentazione intrigante, contraddittoria e misteriosamente affascinante delle ossessive protagoniste. “Potiche” passa con leggerezza sul fascino del femmineo, sulla potenza seduttrice degli amori giovani; e poi sul ruolo materno e sociale della donna più matura. Le figure maschili appaiono come fedifraghi idealisti della monogamia, buffi e vani nel loro tentativo di mantenere un finto ordine pudico e borghese. Il ruolo di Suzanne si stacca e si emancipa; evolve, verso una dimensione che accetta sempre meno compromessi, un po’ per guadagnare un dialogo di diverso livello con l’altro sesso, un po’ per costruire qualcosa oltre l’immobilismo deleterio e statico del mondo maschilista. Gerarde Depardieu è un esilarante deputato di sinistra che in nome di un amore consumato in età giovane aiuta Suzanne (Catherine Deneuve) a liberare il marito, tenuto in sequestro dagli operai della fabbrica in sciopero. Il tutto è venato di quella leggerezza per cui nessuno stereotipo dev’esser preso troppo sul serio. Ma i messaggi sono meno frivoli di quanto il cinema francese più commerciale ci aveva abituato.

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