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Jason Statham dice che sei suo amico, ma poi…

Arthur Bishop (Jason Statham) è un meccanico, ovvero un killer che opera su commissione, in particolare per un’agenzia diretta dal migliore amico Harry McKenna, interpretato da Donald Sutherland.
Quando quest’ultimo viene ucciso, però, il cosmo perfetto dell’assassino professionista viene ribaltato e il coinvolgimento personale diviene inevitabile.
Solo l’incontro con lo sgangherato figlio del mentore, Steve, cambierà la situazione: un duro addestramento preparerà il giovane ad affrontare l’omicida del padre, benché i rischi siano numerosi e l’inesperienza causi incidenti di percorso non trascurabili.

Il sentiero impeccabile fino ad allora intrapreso da Arthur verrà perciò messo in discussione, fino a rappresentare il problema dell’intera vicenda.

OneLouder

West ci avrebbe azzeccato se solo il tempo narrativo non fosse stato accorciato tanto da diventare poco credibile agli occhi del pubblico.
Oltre a ciò, sono da contare la presenza inutile di Mini Anden – scopamica del killer, inserita ovviamente per destare l’attenzione maschile con l’unica scena di sesso – e l’espressività facciale di Statham, equiparabile a quella di un muro di mattoni.

Un punto per la gag del chihuahua.

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Contro

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