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  • Quo Vadis, Baby?

    Diretto da Gabriele Salvatores

    Data di uscita: 27-05-2005

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Un noir voyeristico e celebrativo

Innovazione e tradizione si intrecciano, in un turbinio di immagini e scelte stilistiche più o meno convincenti, nel film di Gabriele Salvatores “Quo Vadis, Baby?”.
Tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani, l’opera rientra nel genere noir, di cui mantiene inalterati i topoi principali: a partire dalle ambientazioni gotiche di una Bologna quasi claustrofobica, per arrivare al soggetto stesso della pellicola e alla sua protagonista, un’investigatrice privata che indaga sulle recondite cause che hanno determinato la morte della sorella.

Salvatores parte da un intreccio semplice, e spesso scontato in certe sue soluzioni, per descriverci un giallo esistenziale e voyeuristico, che penetra negli anfratti più oscuri e inconsci della vita della detective Giorgia, e scava tra i ricordi di un’infanzia sbiadita alla ricerca di una verità risolutrice.

Fedele a motivi già affrontati, come il mondo visto con gli occhi dell’infanzia, il regista ci propone un’opera caratterizzata da un’interessante sperimentazione tecnica, favorita dalla libertà concessa da una produzione a basso budget.
E la scelta di girare il film interamente in digitale, in alta definizione, contribuisce non poco alla costruzione dell’atmosfera dark che è una delle peculiarità di questa pellicola, dalle tinte fosche e dai cromatismi poco accentuati.

Ma la nota d’effetto dell’opera di Salvatores sta nell’abile e progressivo disvelamento della verità, tramite un percorso di indagine che coinvolge direttamente lo spettatore nutrendo la sua innata fame voyeuristica.
Ed è proprio lo spettatore che il regista premia alla fine del film, offrendogli la soluzione del caso ed elevandolo quasi al ruolo di narratore onnisciente.

Con “Quo Vadis, Baby?” Gabriele Salvatores più che proporre una storia convincente o puntare a un successo commerciale, sembra voler celebrare il suo profondo amore per il cinema.
Il film, costellato di continui richiami e riferimenti al cinema, si nutre di citazioni e si scopre insieme omaggio e riflessione semantica di un mondo, quello della celluloide, di cui Salvatores è esperto conoscitore, ma che conserva terreni ancora inesplorati di sperimentazione e creatività.

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