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Clive Owen, padre solo e permissivo

Joe rimane da solo a crescere un bambino di sei anni e il figlio adolescente di primo letto, in seguito alla morte per cancro dell’amatissima moglie. Si ritroverà così a dover gestire la vita familiare e quella lavorativa, con non pochi problemi. Il lavoro del giornalista sportivo, infatti, comporta anche lunghe assenze da casa, ma l’uomo, orgoglioso e testardo, non accetterà l’aiuto di nessuno che possa rinfacciarglielo. Escogiterà così un metodo semplice e veloce per cavarsela: niente regole, libertà assoluta d’espressione e di movimento. Alla fine, però, si renderà conto che il mestiere di genitore comporta più maturità e responsabilità, ma riuscirà anche a ritrovare il perfetto equilibrio organizzativo ed emotivo con i propri figli.

OneLouder

Dramma non troppo caricato e retorico, riesce ad emozionare e coinvolgere soprattutto grazie agli straordinari paesaggi australiani fotografati in modo sublime e alle note dolci e malinconiche dei Sigur Rós. Tra le note positive l’ottima interpretazione di un inedito Clive Owen nei panni di un uomo che dovrà dimostrare a se stesso, ai figli e a tutti gli altri che la genitorialità maschile può essere altrettanto efficiente di quella femminile. Qualche sbavatura, come il “fantasma” della madre che compare per consigliarlo e qualche figura di contorno evitabile, come la nonna materna.

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Contro

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