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Il cavaliere

Rango è un camaleonte tranquillo e egotista, aspirante attore che vive nella sua vaschetta di vetroresina allestendo improbabili spettacoli-visioni con la complicità di una bambola senza testa, di un pesce di plastica e una palma di stoffa… Tutto procede a meraviglia finché in un viaggio verso il Mexico i suoi padroni – che non vedremo mai – se lo perdono letteralmente per strada. Il nostro eroe dovrà affrontare il deserto, attraversarlo tra mille pericoli per giungere alla città “western” di Dirt (Polvere) dove – obbedendo al suo naturale vizio istrionico – si spaccerà per un famoso pistolero fino a guadagnarsi la stella di sceriffo. Ma cosa succede quando i veri cattivi arrivano a Dirt per affrontare le Legge? Rango dovrà decidersi tra la realtà e la fantasia. Gore Verbinski dopo la trilogia dei Pirati torna al cinema con un progetto più personale, cui lavora da tre anni, e realizza un piccolo miracolo.

OneLouder

“Rango” è un gustosissimo cartoon western, con un protagonista irresistibile, insieme eroe e fifone, che tenta – tramite la sua arguzia recitativa – di staccarsi dalla folla per rendersi primo attore.
Ispirato all’intero pantheon del western, da Ford a Leone, da Peckinpah ad Eastwood, il film rilegge il topos dell’eroe solitario e senza nome dentro l’animazione, appropriandosi non solo di temi e figure, ma soprattutto della realtà visiva del cinema della Frontiera, raccontando con intelligenza lo “scontro” tra il mito e la modernità, che obbedendo a un processo inarrestabile fagocita la sospensione del mito stesso nello scorrere del tempo.

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